Le emoji e la comunicazione digitale

📌 11 Luglio 2021

Se usi queste emoji sei vecchio» le faccine che rivelano se abbiamo più di  30 anni- Corriere.it

Nell’era della comunicazione digitale, le chiacchiere tra amici sono state sempre più sostituite dai messaggi scritti in chat. E così, quando un nuovo mezzo di comunicazione fa la sua comparsa, la scienza è davanti ad una nuova sfida: capire quali sono i suoi effetti sulle persone. Comunicare qualcosa scrivendo un messaggio o un’email è sicuramente una soluzione pratica ed efficace, ma mancano tutti quegli elementi sottili che troviamo in una comunicazione faccia-faccia: il tono di voce, l’espressione del volto, i gesti e i movimenti del corpo.

👉🏽 Un testo scritto di solito è percepito come molto serio: quando riceviamo un sms in cui non c’è nessuna faccina, tendiamo a pensare che l’altra persona sia arrabbiata. Proprio per superare questo limite della comunicazione digitale sono nate le emoticon. E oggi c’è chi pensa che le faccine stiano diventando un vero e proprio linguaggio universale perché, comprensibili a tutti, potrebbero abbattere barriere linguistiche e geografiche.

👉🏽 C’è chi le usa in ogni messaggio che manda, e chi invece le usa molto raramente. Di solito, comunque, le usiamo per imitare la nostra espressione del viso, in modo da trasmettere il giusto “tono”. Ma le emoticon che usiamo più spesso, dicono qualcosa sulla nostra personalità?

Test: quale emoji ti rappresenta di più?

La pensano così gli esperti della Edge Hill University e della Australian Catholic University, che hanno concluso che gli emoji sono molto simili ai gesti che useremmo in una chiacchierata “dal vivo”: in altre parole, le faccine rappresentano i nostri gesti virtuali, e ci servono a capire meglio i messaggi che riceviamo e le emozioni nascoste dietro alle parole, per non lasciare dubbi.

👉🏽 Questi psicologi dicono che se utilizzi spesso gli smileys nei tuoi messaggi probabilmente sei una persona estroversa, spontanea e autentica nei rapporti con le altre persone. Si è notato infatti che chi nella vita reale non ha alcuna difficoltà a esprimere le sue emozioni, tende anche ad usare più spesso gli emoji. E solitamente, chi usa gli smileys trasmette anche una buona impressione di sé agli altri.

In effetti, se decidi spesso di usarli significa che ti preoccupi che il messaggio sia compreso nel modo giusto, che desideri evitare malintesi e che ti stai sforzando di connetterti emotivamente con il tuo interlocutore, “personalizzando” in un certo senso ciò che hai da dire. In più, chi non si limita a usare le classiche faccine ma ricorre a emoji più elaborati, tende ad essere una persona creativa che desidera sorprendere gli altri.

👉🏽 Ovviamente, usare un emoji sorridente non ti trasforma automaticamente in una persona simpatica, ma ti aiuterà a presentarti meglio e ad inviare un messaggio più positivo. Ma va detto anche che l’utilizzo di un numero eccessivo di emoji può essere controproducente: molte persone infatti sono infastidite dall’uso superfluo di questi simboli. E, in alcuni casi, l’uso eccessivo degli emoji è stato collegato all’instabilità emotiva e agli sbalzi d’umore. Perciò non abusate di questi simboli, soprattutto quando “parlate” (o meglio scrivete) a qualcuno che non conoscete bene. In generale, gli emoji dovrebbero essere usati solo dove sono necessari per chiarire l’ambiguità del messaggio, o per rafforzare un certo punto della conversazione.

Cellulare a tavola: va a destra o a sinistra del piatto?

E, da ultimo ma non per importanza, quando accantonate la comunicazione digitale per farvi due chiacchiere con qualcuno vis-à-vis, se volete dare una buona immagine di voi (soprattutto se non conoscete proprio bene il vostro interlocutore) ricordatevi di… Nascondere il cellulare.

👉🏽 Che sia un gesto poco cortese guardarlo mentre si parla con qualcuno si sa, ma una ricerca recente ci dice che non serve usarlo spesso durante la conversazione per essere percepiti dal nostro interlocutore come persone distratte e poco coinvolte: basta averlo appoggiato sul tavolo. Un’abitudine che abbiamo in molti, ma che può avere effetti inaspettati. Indipendentemente dagli argomenti della conversazione (più o meno impegnativi), chi tiene il cellulare in bella vista viene considerato una persona più negativa rispetto a chi lo tiene in tasca, e non invoglia gli altri ad approfondire la conoscenza.

👉🏽 Secondo i ricercatori questo accade perché il cellulare funzionerebbe come uno stimolo subliminale: soltanto vederlo farebbe nascere in noi il pensiero, automatico e inconsapevole, che l’altra persona non intenda parlare veramente con noi. Questa semplice associazione, che può essere reale o meno, inciderebbe su come ci relazioniamo con l’altro e su come valutiamo le risposte che ci dà. Così, la sola vista del cellulare avrebbe lo stesso effetto di un pregiudizio.


© G. Manoni


Ascolta anche l’intervista dove ne parlo, è qui sotto! 👇🏼

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