Le nostre idee influenzano quelle dei brand?

📌 20 Giugno 2021

Dalla lettura dell’articolo di settimana scorsa (“che cosa ci spinge ad acquistare
i prodotti che compriamo?
”) sembrerebbe che, in quanto consumatori, siamo tutti in
balia di “trucchi” psicologici che le grosse aziende ci “rifilano” per farci acquistare le loro merci, senza ovviamente prima chiederci il permesso. Ma in realtà abbiamo molto più controllo di quello che pensiamo sul nostro processo d’acquisto, cioè su quello che decidiamo (o meno) di acquistare.

È sicuramente vero che i grandi brand costruiscono le loro campagne pubblicitarie
con un unico obiettivo: quello di colpire l’attenzione del consumatore. Per riuscirci, lo studiano (ci studiano!) attraverso continue ricerche e analisi di dati che siamo proprio noi consumatori a lasciare, tramite l’uso di internet e del cellulare, ad esempio. Ma questa è un’arma a doppio taglio.

👉🏻 Da una parte sì, va a tutto vantaggio dei brand perché permette loro di capire che cosa ci piace (analizzando ad esempio su quali oggetti facciamo più click), di cosa abbiamo bisogno e perché; consentendogli quindi di muoversi e comunicare nella direzione giusta, con campagne pubblicitarie basate proprio su ciò che ci serve e che saremmo disposti a comprare.

👉🏻 D’altra parte, però, va anche a vantaggio nostro: siamo proprio noi a dettare le leggi del mercato, perché ogni campagna pubblicitaria per essere efficace deve essere perfettamente in linea con le nostre aspettative. Per capire meglio il concetto: non serve a nulla una perfetta strategia di marketing se poi tentiamo di vendere un fucile ad un’animalista. Facciamo un esempio più fondato.


Tutto quello che riguarda l’impatto ambientale è un tema caldissimo, sempre più importante per le persone che sono sempre più attente ad esso. Oggi sappiamo che circa il 51% dei consumatori preferisce marchi attenti alla sostenibilità (secondo una ricerca GWI). Di conseguenza, tutte le grandi aziende sono spinte a puntare in questa direzione: se il cliente vuole comprare oggetti sostenibili e loro saranno in grado di proporglieli, riusciranno a vendere di più e quindi ad avvantaggiarsi rispetto ad altre aziende che invece non offrono prodotti con queste caratteristiche.

Anche in questo caso, IKEA offre l’esempio perfetto: il famoso catalogo del colosso
svedese infatti da quest’anno non verrà più stampato e diffuso né a casa né nelle
edicole, come era consueto. Sarà disponibile invece in esclusiva solo per chi visita i suoi negozi, rappresentando così un inno alla sostenibilità che rispecchia i desideri e i bisogni dei suoi consumatori. I quali, in questo modo, saranno anche più propensi ad acquistare da IKEA, sentendosi più vicini e “in linea” con il brand.


Ma i grandi temi sui quali sempre più aziende si stanno schierando sono tanti: parità di sesso, giustizia etnica, abolizione dell’omofobia.. E così via. A decidere questi grandi temi non sono i brand ma siamo noi stessi, con i nostri valori, le nostre aspettative e le nostre decisioni di acquisto. Forse sì, significa un po’ ammettere che il mondo gira sempre intorno al denaro. Ma significa anche che, se cambiare il mondo solo con le idee è quasi impossibile, noi però possiamo fare la nostra parte. E chissà mai che potremmo essere proprio noi (scegliendo di spendere i nostri soldi in modo più etico) e i brand a cambiare le cose, passo dopo passo.

© G. Manoni


Ascolta anche l’intervista dove ne parlo, è qui sotto! 👇🏼

Classificazione: 4 su 5.

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