Fake News: perchè ci caschiamo?

📌 23 Maggio 2021

Le Fake News, o per dirla all’italiana le false notizie, sono informazioni false (inventate, ingannevoli o distorte) che vengono rese pubbliche con l’intento di disinformare o di creare scandalo. Spesso infatti le fake news sono costruite ad hoc per attirare l’attenzione e colpire le emozioni delle persone. A quale scopo?

Un po’ perché certe notizie vengono amplificate dai giornalisti per ottenere più visibilità, e un po’ perché ci sono dei gruppi (spesso politici) che tentano di influenzare l’opinione pubblica. Ma soprattutto nelle bufale del web si nascondono anche degli interessi economici, perché una falsa notizia è piuttosto semplice da realizzare e gode dell’attenzione di un gran numero di utenti, che si ritrovano davanti non solo la notizia (falsa) ma anche i banner pubblicitari dei vari sponsor.

Le fake news però in realtà non sono il frutto di internet o dei social network: sono sempre esistite, in ogni epoca. Per verificarlo vi basterà fare una breve ricerca in internet e scoprirete come ad esempio nell’800 (sempre per interessi economici) venne diffusa la notizia della finta morte di Napoleone. Certo è, però, che le bufale trovano terreno fertile su internet, dal momento che a caderci siamo più o meno tutti: laureati e non. Ma perché la bufala colpisce proprio tutti?

👉🏼 Easy: perché la nostra mente funziona alla stesso modo per ognuno di noi. E in sostanza non importa quanto siamo colti e preparati, ma se una notizia (relativa ad un settore di cui non siamo dei veri esperti) ci arriva da una persona fidata, noi come prima reazione ci crediamo: punto. Può sembrarci strano, ma è un processo innato della nostra mente: ciò significa che è un po’ come se fosse un programma pre-installato nella mente di ognuno di noi. Ci fidiamo, e lo facciamo per un motivo molto concreto: per risparmiare sforzo e tempo. È un po’ come se fosse una questione di “economia”.

Verificare l’attendibilità e l’affidabilità di una notizia, infatti, richiederebbe il tempo necessario per andare ad informarsi da più parti, nonché la fatica di approfondire concetti a volte anche molto complicati. Dare per scontato che “se lo dice lui” è perché lui ha già vagliato l’informazione al posto nostro, riduce notevolmente il nostro sforzo mentale (anche detto carico cognitivo). In più, ha anche un altro vantaggio: libera parecchio spazio nella nostra mente, già stracolma di milioni di informazioni da gestire nel quotidiano.

Ecco perché le bufale spopolano sul web: si diffondono all’interno di una rete di “amici”, che per loro natura hanno il pregiudizio positivo di essere affidabili. Ma si sa: su internet è facile trovare notizie condivise involontariamente da persone che, senza una verifica approfondita, pubblicano o rilanciano informazioni inaccurate o false.

👉🏼 È facile credere alle fake news anche per un altro motivo, che nasce da un bisogno fondamentale di ognuno di noi: il bisogno di sicurezza. Tutti noi abbiamo bisogno di dare un senso alla realtà che ci circonda, di trovare spiegazioni comprensibili. Le voci infondate nascono e si diffondono ancora più facilmente quando: 1. sembrano credibili e 2. le persone si sentono insicure e ansiose rispetto a qualcosa che le riguarda personalmente. Quando ci sentiamo più preoccupati, spaventati o se siamo per natura diffidenti, saremo più propensi a prestare attenzione alle false notizie. Ma ripetiamocelo spesso: questo processo non risparmia nessuno, a prescindere dalla cultura, dal livello di istruzione e di intelligenza. Nessuno può sentirsene immune con certezza.

👉🏼 Ma si può evitare in qualche modo di abboccare alle bufale? Sì, ma solo a patto di essere dei veri esperti del settore, oppure di essere personalmente molto motivati nell’andare a verificare con esattezza da dove arriva la notizia e quanto è affidabile. Fatto sta che oggi, nella società dell’incertezza, è spesso difficile distinguere il dubbio (legittimo) dalla realtà, per questo è importante non dare niente per scontato.

👉🏼 Un indagine Censis del 2018, quindi pre-covid (ed è un peccato che sia la più recente fatta a questo proposito), ha indagato quale mezzo di comunicazione fosse ritenuto dagli italiani il più credibile nella diffusione delle notizie. La radio ha ottenuto il primato della credibilità, con il 69,7% di italiani che la considerano molto o abbastanza affidabile, rispetto alla televisione (69,1%) e alla stampa (64,3%).

Fonte: https://www.censis.it/comunicazione/15%C2%B0-rapporto-censis-sulla-comunicazione/la-fiducia-nei-media-al-tempo-delle-fake-news

© G. Manoni


Ascolta anche l’intervista dove ne parlo, è qui sotto! 👇🏼

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