Ferie illimitate: ecco cosa sa Netflix sul nuovo mondo del lavoro

📌 14 Marzo 2021

Ferie illimitate ai propri dipendenti: è l’ultima proposta di Netflix, colosso miliardario di film e serie tv, che ora vale più di Disney. Ma non solo Netflix: negli ultimi quattro anni si stima che le aziende statunitensi che hanno scelto questa strada sono triplicate! Funziona così: il lavoratore può prendere ferie quando e per quanto tempo vuole, previo avviso all’azienda, a patto che completi i compiti concordati con i propri superiori.

L’idea è nata per ricompensare i lavoratori, che hanno fatto notare come lavorare usando la tecnologia richieda di essere sempre connessi, e così è facile oltrepassare l’orario normale e occupare lavorando anche serate e weekend. Oggi lo vediamo con lo smartworking: i dati dicono che chi lavora da casa, lavora di più (in media, un’ora in più al giorno). E si sente parlare sempre più di “diritto alla disconnessione”.

Ma torniamo a Netflix. Questa è senza dubbio un’azienda creativa: deve inventarsi nuove serie tv, capire quali sono i personaggi preferiti, decidere i contenuti più interessanti. Essere creativi non è facile, perché non è facile avere idee nuove, originali, mai sentite prima e che piacciano al grande pubblico. Tutta questa parte di creatività è quella che viene stra-pagata e che gode dei benefici più grandi, tipo le ferie illimitate. Vediamo cosa c’è dietro questa interessante scelta di business.

👉🏼 La nostra “italianità” probabilmente ci spinge a pensare che in assenza di regole sicuramente ci saranno i furboni delle ferie 10 mesi all’anno. Ma questo non succede a Netflix, anzi, è molto più facile il contrario. Netflix cerca e assume creativi, e queste  persone tendono a non riuscire più a staccarsi dal lavoro. Questo succede perché a spingerle non è il puro incentivo economico: queste persone sono molto più motivate dal fatto di avere opportunità e reputazione. È un po’ come per gli sportivi, che si fanno un “mazzo così” ogni giorno non tanto per i soldi, ma per la gloria. La logica di Netflix è un po’ questa: “se riesco a coinvolgere persone che hanno voglia di ottenere risultati nel loro settore, saranno le prime ad autodisciplinarsi”.

Per questo Netflix dà piena libertà a chi lavora, che può decidere persino quando presentarsi in ufficio e per quanto tempo. All’azienda non importa quanto tempo impiegano i loro dipendenti a portare a termine gli incarichi. Possono impiegarci un mese o una settimana. Non contano le ore timbrate sul cartellino, ma il risultato. Conta che il prodotto funzioni.

👉🏼 E poi le ferie illimitate rispondono a un’altra importante esigenza dei lavoratori “creativi”, ma non solo. Chiunque, per lavorare meglio, deve imparare a staccare. Netflix è interessata ad assumere persone che quando sono sul campo danno il massimo e portano risultati incredibili, ma sa bene che poi, per essere sempre più produttive, queste persone hanno bisogno dei loro momenti di “decompressione”. Questi momenti di pausa sono fondamentali, perché la pausa è il modo più semplice ma anche il più efficace per stimolare la creatività (e a Netflix la creatività è fondamentale). Eccoci al punto: è la noia che spinge a tirar fuori la nostra creatività. Non è un caso che le idee migliori ci vengano proprio quando ci stiamo annoiando.

Il problema comunque è più grande di quanto immaginiamo: senza rendercene conto, infatti, cerchiamo tutti i modi per sfuggire alla noia. Ogni volta che abbiamo un momento vuoto, lo riempiamo con i nostri telefonini. Brutta notizia: quella non è pausa, perché (anche se non sembra) la nostra mente continua a lavorare. “Non fare letteralmente nulla” è un’altra cosa.

🔴 Ad oggi con il lockdown anche le aziende italiane si sono accorte che il lavoro da remoto è vantaggioso per loro, sia per la produttività che per il risparmio. Gli esperti dicono che tornare alla vecchia routine sarà impossibile: stiamo andando verso una nuova direzione, dove lavoreremo un po’ in ufficio e un po’ a distanza. E se così sarà, per restare in buona salute le aziende “tech” dovranno sicuramente muoversi, passo dopo passo, verso una filosofia simile a quella proposta da Netflix ben prima del lockdown.

© G. Manoni


Ascolta anche l’intervista dove ne parlo, è qui sotto! ðŸ‘‡ðŸ¼

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