Cosa ne pensi del Covid? Ecco il mio punto di vista..

L’uomo non è mai stato così debole e dipendente come negli ultimi anni nei Paesi industrializzati. Per circa 300 mila anni gli uomini, in un modo o nell’altro, si sono guadagnati la sopravvivenza vivendo e traendo beneficio e sostentamento dall’ambiente. Tempo fa ci si chiedeva cosa sarebbe successo agli uomini nell’ipotesi di una catastrofe, una guerra, o qualsiasi altro imprevisto. Oggi lo stiamo vivendo in maniera particolarmente triste in questo anno segnato dal coronavirus.

La vita di noi uomini occidentali dipende da un pugno di multinazionali che decide sulle nostre sorti senza che la maggior parte di noi ne abbia neppure la consapevolezza: crediamo di essere liberi, ma siamo probabilmente molto più “schiavi” di quanto lo fossero i nostri nonni che lavoravano la terra per procurarsi il cibo. Questa nostra recente dipendenza totale rispetto a tutti i generi di prima necessità e alle comodità non è mai esistita nella storia dell’umanità e ci rende estremamente deboli.

🔴 La realtà è che più ci allontaniamo dai cicli naturali, e più la malattia dilaga. Tutte le popolazioni animali e vegetali sulla Terra sono soggette a un equilibrio, a una selezione naturale che porta ogni specie a non riprodursi oltre un determinato numero per mantenere intatti gli ecosistemi. La domanda, oggi, sembra beffarda:
siamo, noi uomini, esenti da tali leggi?

🟡 Un tema che oggi, chiaramente, è di grande attualità è quello della salute. Con tutto il “terrorismo mediatico” cui siamo sottoposti, probabilmente un po’ tutti siamo arrivati a chiederci come mai il virus colpisca in maniera più violenta alcune persone, mentre altre sono asintomatiche o quasi. La risposta, purtroppo, gli scienziati non la conoscono ancora e nemmeno leggendo questo articolo la troverai. Ma è probabile che, come ci dicono da mesi ormai, un sistema immunitario forte e funzionante giochi un ruolo importante nella lotta contro il virus. Viene così spontaneo domandarsi se un sistema immunitario sano sia soltanto questione di “fortuna”, o per meglio dire di genetica. Certamente la genetica è importante, ma sicuramente possiamo fare del nostro per migliorarlo. Ormai si sa, ed è provato da numerose evidenze scientifiche: la nostra salute è strettamente connessa all’ambiente in cui viviamo, alle persone e anche agli oggetti che ci circondano, con i quali siamo in continuo contatto e scambio reciproco. Si è detto tanto in questi ultimi anni sul corretto stile di vita, sull’alimentazione sana, sul movimento regolare, e cose di questo genere. Ma troppo spesso ne sottovalutiamo la portata.

Come possiamo pensare di vivere sani in un ambiente malsano? Con l’avvento dell’industrializzazione, l’uomo ha inquinato la Terra e ora la Terra sta  ricambiando il favore. L’OMS stima che il 25% delle malattie negli adulti e il 33% nei bambini siano dovute a fattori ambientali evitabili. C’è poca consapevolezza di come le sostanze tossiche presenti ormai dappertutto (metalli pesanti, pesticidi, particolato, solventi, diossine) entrino nei nostri corpi attraverso l’aria, l’acqua, il cibo, la cute, portandoci malattie.

Quali pericoli per la salute si nascondono dietro al cibo confezionato?

👉🏼 Il cibo è diventato una merce soggetta alle leggi della finanza. Per abbattere i costi di produzione degli alimenti le grandi industrie utilizzano ingredienti scadenti e abbondano di additivi sintetici, in grado ad esempio di creare falsi sapori che simulano quelli naturali, o di conservare a lungo alimenti che naturalmente si decomporrebbero in pochi giorni. Il glifosato, l’erbicida più diffuso al mondo, riesce ad alterare la flora batterica intestinale (essenziale per il buon funzionamento del sistema immunitario e di quello nervoso) facendo prevalere i clostridi, batteri dotati di azione neurotossica che sembrano coinvolti anche nella genesi dell’autismo. Sempre più uniforme e povero di nutrienti, invece di dare energia e salute il cibo (confezionato e di qualità scadente) ci porta malattie.

Mobile Device Management (MDM) - Gestione Dispositivi Mobili

👉🏼 Piaga dei nostri tempi è poi la diffusione delle nuove tecnologie. Non siamo fatti per stare da soli, e socializzare è utile anche per la salute e il benessere: quando la nostra socialità viene meno, nonostante l’uomo moderno sia iperconnesso, siamo sempre più soli e depressi. Quello che sembra un innocuo passatempo, per alcuni è in realtà una vera e propria malattia. Il bisogno costante di controllare ciò che avviene sui social nasce da quella che è stata chiamata “fomo”: la paura di essere tagliati fuori se non si è costantemente connessi; una paura che accomuna sia adolescenti che over 50. I dati sulla dipendenza digitale (digital addiction) ci dicono, come se non lo sapessimo, che passiamo ore davanti allo smartphone e ai dispositivi mobili. Lasciando le considerazioni etiche da parte, ciò ha dei profondi effetti sulla salute fisica e psicologica. Primi tra tutti, posture errate (mal di schiena, mal di testa unito a mal di collo e spalle); danni alla retina e degenerazione maculare (i medici stanno incontrando problemi di cataratta, che generalmente colpiscono intorno ai 75 anni, anche nei giovani di 35 anni); sonno danneggiato.

🔴 La soluzione alle malattie, a rigor di logica,  non è quella proposta dalle case farmaceutiche. Le grandi aziende promuovono i loro farmaci che promettono di migliorare le condizioni di chi non è in piena salute. Ma se i farmaci fossero la soluzione alle malattie, oggi nessuno di noi si ammalerebbe più, e chiunque potrebbe guarire. La reale soluzione alla malattia in genere consiste nell’avere un sistema immunitario forte, che non necessita di farmaci. Un sistema immunitario forte si inizia a costruire fin prima della nascita, e sembra a tutti gli effetti essere inversamente proporzionale ai farmaci che hanno assunto i nostri genitori. Vivere all’aria aperta, sporcarsi, bagnarsi, fare movimento fisico (sempre possibilmente all’aria aperta) è poi ciò che prepara al meglio le difese del bambino. Gli esperti sollecitano, inoltre, di non esporre i bambini al di sotto dei 3 anni agli schermi dei dispositivi tecnologici.

Abuso di farmaci: rischi e conseguenze - BioPills

👉🏼 Come dimostrano i dati, dall’uso all’abuso dei farmaci il passo è breve. L’industria farmaceutica, più di ieri, ha bisogno di consumatori, per cui ha modificato le sue strategie di vendita: adesso si rivolge, con o senza l’ausilio di medici, direttamente ai pazienti o ai presunti tali. E l’autorevole rivista francese di informazione scientifica sui medicinali “Prescrire” conferma ciò che già si sapeva: il rapporto tra rischi e benefici nell’uso di molti medicinali è decisamente sbilanciato a favore dei rischi; la maggioranza dei farmaci non curano, e anzi rischiano di fare ammalare i pazienti. L’abuso di farmaci, è ormai dimostrato, abbassa le nostre difese naturali.  

🟡 C’è poi una parte molto importante del nostro corpo a cui non pensiamo mai, che invece quando viene trascurata genera tossine e si intossica proprio come succede al resto del corpo: si tratta della nostra mente. I nostri pensieri e lo stress sono un’altra delle principali cause di abbassamento delle nostre difese. Personalmente appoggio in pieno una visione olistica e globale della persona: non esiste una separazione netta tra corpo e mente, perché per corpo si intende un unico sistema fatto di mente, emozioni, sensazioni, parte fisica ed intellettuale. Le più recenti evidenze scientifiche ci mostrano che a tutti gli effetti “pensiamo con il corpo”, ovvero che ciò che accade nella nostra mente ha effetti sul nostro corpo, e viceversa.

🔺 La prima forma di prevenzione delle malattie passa attraverso il rispetto della propria persona. Una mia conoscente si è vista prescrivere un antidepressivo un mese dopo un lutto, come se questo avesse una scadenza dopo la quale dobbiamo tornare pimpanti e spensierati. Possibile che non ci si renda conto si tratti di azioni di marketing? La pubblicità ci ricorda continuamente che non possiamo permetterci di stare male, dobbiamo essere macchine con il motore sempre al massimo dei giri, guai a fermarci. Numerose condizioni normali di salute sono medicalizzate senza tenere conto, innanzitutto, dello stile di vita corretto, del bisogno di una dieta sana e bilanciata, di un sano riposo che invece ci eviterebbero l’assunzione di pillole.

🔺 Per quanto riguarda i disagi psichici di cui molte persone soffrono (cronicamente o saltuariamente, soprattutto in questo periodo di terrorismo mediatico), ci sono terapie alternative, o meglio integrative, ai soliti farmaci antidepressivi o ansiolitici che sono prescritti come caramelle. L’obiettivo di queste terapie è quello di mettere in risalto alcuni aspetti del benessere di cui la medicina tradizionale non può farsi carico. Si tratta di percorsi psicologici che non hanno gli effetti collaterali della classica farmacoterapia: sta di fatto che i medicinali, per chi soffre di questo genere di disturbi, possono sì evitare che i sintomi peggiorino, ma non eliminano il problema alla radice. Pertanto si rivelano spesso inutili, perché questi disagi necessitano di un cambiamento nello stile di vita che migliori la conoscenza di sé stessi e del proprio corpo.

👉🏼 In conclusione questo virus deve farci riflettere, ma stavolta per davvero, su una cosa. Un profondo processo di guarigione è segnato da un approccio sanitario non più passivo, basato sulla dipendenza dal farmaco, ma che permetta di restituire il timone della salute alle persone. Ogni cura nasce dalla consapevolezza. Dobbiamo trovare nuove vie di guarigione, creando coscienza nelle persone. In questo periodo così duro e preoccupante, non ci resta che fare la nostra parte e divulgare qualche buona abitudine.

G.Manoni

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